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Le ultime notizie dal Comitato Territoriale Arci di Trieste

LArci il 12 marzo con la Cgil. Insieme per costruire un futuro diverso. PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Marzo 2010 15:14

E' un momento difficile per le lavoratrici e i lavoratori.

La crisi ha colpito e colpisce moltissime persone: in questi mesi in Italia sono stati persi centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Le risposte del governo sono state insufficienti e arroganti.

Infatti ha colpito i precari delle pubbliche amministrazioni con i tagli alla scuola, all'università e alla sanità, la riduzione degli organici e il blocco delle assunzioni.

Ha cercato di coprire questo atteggiamento persecutorio puntando il dito contro i migranti e contro gli "statali fannulloni e assenteisti".

Nei giorni scorsi il senato ha varato una norma (potenzialmente retroattiva ed estensibile ad ognuno di noi) che aggira uno dei baluardi a difesa dei diritti dei lavoratori: l'articolo 18 che vieta il licenziamento senza giusta causa.

Il testo aggrava inoltre molti altri aspetti del diritto del lavoro. indebolendo i diritti dei lavoratori quando invece ci vorrebbero maggiori tutele e misure a sostegno dell'occupazione, e del reddito dei lavoratori e dei pensionati.

Per questo motivo la CGIL ha indetto uno sciopero generale il 12 marzo prossimo:

Per chiedere la riduzione della tassazione su pensionati  elavoratori dipendenti

Per fermare i licenziamenti, tutelare i precari, reagire alla crisi.

Per difendere i diritti di tutti: italiani e migranti.

Per respingere l'attacco all'articolo 18 e ai diritti di lavoratrici e lavoratori.



Venerdì mattina terremo un Presidio in Piazza Unità, dalle 9.30 alle 13.30


Partecipate e diffondete sarà l'occasione per conoscerci, discutere e ragionare sulle prossime iniziative.

 
Lunedi 8 marzo dalle 18:30 in Piazza Unità sit-in contro il decreto Polverini Formigoni PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Marzo 2010 14:45

Sit-in contro decreto Polverini- Formigoni

Trieste Piazza Unità dalle ore 18:30

Il decreto-legge c.d. salva liste rappresenta un atto inaccettabile in uno Stato di diritto.

Esso, infatti, viola:

  • il principio di uguaglianza, garantendo il presunto diritto di voto solo di alcuni cittadini ed esclusivamente in alcune regioni;
  • il principio di parità del trattamento elettorale, favorendo alcune liste sulla base di un loro maggiore "peso elettorale";
  • la norma dell'art 15, comma 2, della l. n. 4000 del 1988, che vieta al governo di intervenire con decreto legge ina materia Costituzionale, come quella elettorale.
Il decreto -legge n.29 del 2010 costituisce inoltre un precedente gravissimo, in quanto inaugura la figura del decreto "interpretativo", uno strumento versatile che consente di superare qualsiasi "forma" in nome della "sostanza" (oggi permette di restituire un diritto dell'elettore del Pdl; il giorno dopo la chiusura dei seggi, magari potrebbe servire per suggerire un'"interpretazione" delle norme elettorali sui criteri di attribuzione dei seggi), e rappresenta l'ultimo esempio di come in Italia il principio di legalità  valga solo per le persone comuni e (soprattutto) per i più deboli, mentre i furbi e i potenti la fanno sempre franca. Per di più, lungi dal risolvere i problemi , lo strumento normativo crea un' esiziale incertezza sull'esito delle prossime elezioni: ci si chiede, infatti, cosa succederebbe se nel Lazio dovesse vincere la Bonino e la maggioranza, a quel punto, decidesse di non convertire il decreto in Parlamento. 


 
Convenzione per concerto Guccini, 12 marzo al Palatrieste PDF Stampa E-mail
Venerdì 05 Marzo 2010 15:55

L'ARCI di Trieste e AZALEA PROMOTION S.r.l. hanno sottoscritto una convenzione che permette di ottenere dei biglietti a prezzi agevolati (15€) per il concerto di Guccini, il 12 marzo a Trieste.

Per acquistare i biglietti agevolati dovete recarvi presso la sede Arci di via Manzoni 9-11 con i seguenti orari: lunedì e martedì dalle 15.00 alle 19.00, mercoledì dalle 10.00 alle 13.30.

L'offerta è valida solo fino al 10 marzo, quindi affrettatevi!!!!

manifestostampabile

 
Preoccupazione paese Joannis PDF Stampa E-mail
Martedì 02 Marzo 2010 18:34

"Pubblichiamo l'appello contro il fascismo e il razzismo
pervenuto dal Comitato ARCI Bassa Friulana e Isontino,
che con altre realtà della bassa friulana ma non solo
(associazioni, partiti, gruppi) vuole
ribattere i valori della libertà, tolleranza e democrazia, sanciti
anche dalla Costituzione
Italiana, contro i troppi rigurgiti fascisti dei nostri tempi.
Se ci sono dei singoli Circoli, Associazioni, gruppi e privati che vogliono
firmale l'appello, possono farlo scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Il comunicato verrà distribuito, con le adesioni pervenute
entro giovedì 4 marzo 2010, a Saciletto di Ruda il 7 marzo
in occasione della commemorazione dei partigiani fucilati nel febbraio 1945.
Nei giorni successivi, raccolte nuove adesioni, verrà volantinato
il comune di Aiello del Friuli ed inviato un comunicato alla stampa"


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Unto dinero - Proff.ssa Elena Gerebizza PDF Stampa E-mail
Giovedì 25 Febbraio 2010 17:04

Unto din€ro. I retroscena del commercio globale di petrolio

Venerdì 5 marzo, ore 18.30

Multicultura Center

Via Valdirivo, 30

1°piano

 

Il Gruppo Volentieri dell'Arci in collaborazione con ARCCS Arci presenta "Unto din€ro: i Retroscena del Commercio Globale di petrolio"
Quali meccanismi si muovono dietro al commercio e uso del petrolio? L'incontro con Elen Gerebizza del CRBM (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale) e Franco del Ben (del Comitato Etico di Etica Sgr.) parleranno delle responsabilità di ENI in Congo e delle nuove strategie adottate per evitare che nuovi soprusi vengano fatti alle popolazioni locali che poco possono decidere sulle loro terre.
Un incontro coinvolgente che si concluderà con un aperitivo assolutamente a Km zero per conoscere i contatti di alcuni produttori locali e cominciare subito con le BUONE pratiche!

 
1 MARZO - 24h senza di noi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Febbraio 2010 21:48

REPORT DALLA REGIONE

L'iniziativa più grande e significativa si è svolta a Trieste, dove il comitato locale, composto da diverse realtà,

ha svolto un intenso lavoro di preparazione, con migliaia di manifesti, adesivi, volantinaggi nei bar e nelle fabbriche.

Unica provincia regionale (e una delle poche in Italia) dove è stato proclamato sciopero generale da parte di USI-AIT

e COBAS, nonostante i vari tentativi di boicottaggio degli ambienti della triplice.

 

La giornata è iniziata sotto i migliori auspici grazie a uno splendido sole che ha accolto quasi trecento persone
(fra cui molti immigrati) in piazza Cavana per un presidio, a cui poi è seguito un reading itinerante di poesie di donne immigrate,
che si è trasformato in un corteo spontaneo.

Alle 15 altre trecento persone (anche qui forte la presenza immigrata) sono partite per un altro corteo spontaneo

(con forte nervosismo della digos) per ripulire il centro città dalle scritte razziste violando anche la zona del Viale, storica zona fascista,

dove da vari decenni nessuna iniziativa di movimento riusciva a mettere piede.

Più tardi partiva da piazza Ponterosso (in cui già dalle 15 era stato allestito un presidio informativo) un grande corteo che cresceva

lungo tutto il percorso fino a raggiungere oltre un migliaio di partecipanti: immigrati nordafricani (i più numerosi), studenti albanesi,

donne immigrate, italiani solidali... Un corteo come non si era mai visto a Trieste è sfilato per due ore nel centro cittadino bloccando il traffico.

Lo striscione di apertura recitava: “1 marzo 2010: siamo tutti stranieri-antirazzisti”. Tantissimi gli slogan e gli interventi contro le leggi razziste,

il pacchetto sicurezza, i CIE, le espulsioni. Nelle migliaia di volantini distribuiti si poneva l'accento sul perverso legame fra permesso di soggiorno

e contratto di lavoro.

Arrivati in Piazza Unità una delegazione incontrava il prefetto per chiedere conto dell'intollerabile atteggiamento della questura

(con il silenzio complice della prefettura) che, interpretando a modo suo le normative ministeriali sulla recente sanatoria, sta minacciando

di espellere decine di immigrati. Già un primo caso si è verificato pochi giorni fa.

In piazza continuavano gli interventi a più voci (fra cui uno che denunciava la repressione verso gli antirazzisti torinesi).

Alla fine la delegazione è scesa portando un primo risultato concreto: il prefetto si è impegnato a intervenire sull'argomento.

E' chiaro che alle parole devono seguire i fatti e il movimento vigilerà con attenzione su questo. La giornata è finita con una cena e dei concerti presso un'associazione.

Una giornata da incorniciare, che ha visto la qualificata presenza dei compagni e delle compagne del Gruppo Anarchico Germinal sia dentro il comitato, contrastando le tendenze moderate che puntavano a sgonfiare lo sciopero, sia in piazza con centinaia di volantini distribuiti

sul caso di Joy, Hellen e le altre donne che si sono ribellate alle violenze nei CIE, le bandiere anarchiche e la diffusione della stampa,

nonché in numerosi interventi al megafono alla testa del corteo.

 

A Pordenone un presidio di 500 persone (fra cui molti immigrati) ha caratterizzato la giornata. Qui i compagni/e di Iniziativa Libertaria,

che aderivano al comitato locale, sono scesi in piazza con uno striscione e l'intervento di un compagno ha di fatto qualificato l'iniziativa

insistendo sulla libertà di circolazione, l'abbattimento delle frontiere, la chiusura dei CIE (lager per immigrati) ed il diritto di tutti a ricercare

la propria felicità ovunque contro le politiche securitarie e razziste dei vari governi.

 

Molto peggio invece a Udine dove il comitato locale (di fatto egemonizzato dai partiti di centro sinistra) non è riuscito altro che a fare una

presenza in piazza con 300 persone, in cui gli immigrati erano un'esigua minoranza. I compagni/e del Centro Sociale Autogestito hanno scelto

di essere presenti, volantinando un proprio testo in polemica con il taglio istituzionale del comitato locale.

 

 

a cura dei compagni e delle compagne del Gruppo Anarchico Germinal

 

24h senza di noi

24h without us - 24h sans nous – 24h sin nosotros

1 marzo 2010

1st March - 1er Mars - 1 marzo

Sciopero degli stranieri

Migrant’s strike - étrangers grève - Huelga de los extranjeros

 

Giornata di mobilitazione di e con gli stranieri

Action day of and with migrants

 

What if the 4.5 millions of immigrants who live in Italy went on strike for a whole day? And what if millions of Italians who want to get rid of racism came out on simpathy with them?

Let's mobilize for a big strike on March 1st.

A day without us is a day of strikebound factories, cooperatives and building sites. It's a day without land workers, domestic workers. We'll keep our shops closed. We won't go to school.

Since racism makes us all aliens, the 1st March strike will be a joint struggle carried on by migrants and Italians to demonstrate that we can overcome the challenges we are facing. We don't share common origins, but we do share common hopes.

 

MATTINO: colazione e poi via...

performances, arte, musica, controinformazione

ritrovo ore 10.30 p. Cavana

 

ore 15.00 piazza S. Antonio

cancellazione delle scritte razziste dai muri della città

 

ore 17.00 piazza Ponterosso

MANIFESTAZIONE CITTADINA

 

ore 21,30 Etnoblog (riva Traiana 1)

cibo, video, musica, concerti, testimonianze

 

Que se passerait-il si les quatre millions et demi d'immigrès qui vivent en Italie dècidaient de croiser les bras pour un jour? Et si à soutenir leur action il y'avaient des millions d'italiens fatiguès du racisme?

Nous construisons une grande mobilitasion pour le premier mars 2010!

Un jour sans nous est une journèe de grève des usines et des cooperatives,des chantiers et de jourmaliers,une grève des bonnes et des ambulants.Un jour où nous tiendrons fermès nos magazins et ne pas aller a l'ècole.

Le premier mars 2010, nous migrants et italiens,ensemble,dirons que nous sommes tous ètrangers devant le climat de racisme qui empoisonne I'Italie et que les defis de notre temps nous le vaincrons seulement en comprenant que nous avons des origines diffèrents,mais les memes espoirs.

 

Qué pasaría si cuatro millones y medio de inmigrantes que viven actualmente en Italia decidieran cruzar sus brazos durante un día? Y si millones de italianos, cansados del racismo decidieran apoyarlos?
Construiremos una gran movilización para el Primero de Marzo!!.
"Un día sin nosotros" es una jornada de huelga de las fabricas, de las cooperativas, de los talleres, de los jornaleros, una huelga del servicio doméstico, de los acompañantes de ancianos y enfermos, de los vendedores ambulates, un dia en el que cerraremos nuestras tiendas y no madaremos nuestros hijos a la escuela.
El Primero de Marzo 2010, nosotros, inmigrantes e italianos juntos, diremos que somos todos extranjeros frente al clima de racismo que envenena Italia, y que  solo venceremos los retos de nuestro tiempo si
comprendemos que tenemos origenes diversos pero las mismas esperanzas.

 

 

Lo sciopero, proclamato a livello provinciale da COBAS e USI-AIT, copre tutte le categorie per l'intera giornata

 
Campagna " I diritti alzano la voce"- 27 febbraio mobilitazione in favore dei diritti sociali PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Febbraio 2010 14:19

SABATO 27 FEBBRAIO

 

Il Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza, assieme ad altri soggetti del Terzo Settore regionale (tra cui: Legacoopsociali FVG; Federsolidarietà FVG; Mo.V.I. FVG; Auser regionale FVG; COREMI FVG; Libera; Anteas; Arci FVG; etc.) organizza una giornata di mobilitazione sul tema del welfare.

Le organizzazioni che aderiscono alla campagna "I diritti alzano la voce" percorreranno in treno la nostra Regione. Le delegazioni dei gruppi confluiranno alla stazione di Udine dove alle ore 12:15 si terrà una conferenza stampa di presentazione del manifesto Welfare del Friuli Venezia Giulia.

 

Punti di ritrovo e partenze

Trieste - Stazione Centrale ore 10:30

Gorizia- Stazione Centrale ore 11:10

Pordenone - Stazione Centrale ore 10:45

 

Per maggiori informazioni sui contenuti della campagna e per consultare il materiale informativo invitiamo a collegarsi al sito:
www.idirittialzanolavoce.org

 

La campagna "I diritti alzano la voce" è nata nella primavera del 2009, quando alcuni esponenti del terzo settore hanno cominciato a incontrarsi, condividendo un'insoddisfazione profonda per come i temi del welfare sono affrontati dalla politica e dai media.
Da questo scambio di idee è nata la voglia di prendere posizione pubblicamente con un "Manifesto per il welfare", intitolato "Il benessere è un diritto, la disuguaglianza un'ingiustizia". Il testo presenta i principi etici e politici che ispirano la campagna e i principi che dovrebbero guidare una riforma del welfare che non sia un suo mero smantellamento: la riaffermazione del valore della Costituzione e dei diritti di cittadinanza; la denuncia rispetto alla crescita della povertà, delle disuguaglianze, all'uso del diritto penale e del carcere come risposta ai problemi sociali; la richiesta di una nuova politica, capace di farsi carico, prioritariamente, del bene comune; il valore del lavoro, dell'istruzione, della salute, della casa, di politiche fiscali progressive, di politiche sociali ancorate a diritti universali ed esigibili.

Il "Manifesto" è stato sottoscritto da diverse altre organizzazioni e presentato alla stampa il 1 luglio 2009.
Da quel momento è partito un ciclo di incontri a cui hanno partecipato sempre più soggetti del volontariato e del terzo settore. E che ha portato a un risultato concreto: la definizione di un "Documento base generale" che contiene un'analisi della situazione presente rispetto al tema dei diritti e, soprattutto, una proposta politica forte, di sistema, per un nuovo welfare articolata per aree di priorità. A questo documento se ne è aggiunto un secondo, la "Piattaforma politica", in cui sono indicate le proposte considerate prioritarie.
Inoltre, si è deciso che era arrivato il momento non solo per prendere posizione e continuare l'azione di pressione sulle Istuituzioni e la politica, ma che fosse necessario dar vita a una vera e propria campagna. Capace di parlare all'opinione pubblica, ai cittadini, e non solo agli addetti ai lavori.
Capace di ridare senso e linguaggio ai diritti di cittadinanza, alla giustizia, alla solidarietà.

La campagna è organizzata, attualmente, in un livello nazionale e in gruppi regionali.

La campagna è promossa da:
Antigone, Arci, Arciragazzi, Associazione Città visibile, Associazione Familiari Alzheimer Pordenone Onlus, Associazione Welcome, Auser, Centro Iniziative e Ricerche Euromediterraneo (Cirem) - Napoli, Comitato Diritti Civili delle Prostitute, Comunità Saman, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca), Emmaus Italia, Erit Italia, Eurocare Italia, Federazione Internazionale “Città sociale” - Campania, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish), Federazione Italiana Organismi per le Persone senza Dimora (fio.PSD), Federazione Scs/Cnos - Salesiani per il sociale, Forum Droghe, Ires Campania, Jesuit Social Network (Jsn) Italia, Lunaria, Movi, Movimento Rinnovamento democratico, Solidarietà e Cooperazione - Cipsi.

 


 
NoTav Trieste:sabato 20 febbrario 16:30 presidio p.zza Unità PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Febbraio 2010 14:03

Riceviamo e inoltriamo dal comitato NOTAV di Trieste.


Presidio e volantinaggio:

SABATO 20 ALLE 16.30 IN PIAZZA UNITA' li della fontana di fronte al comune.

Portate bandiere NOTAV.

Comitato NOTAV di Trieste e del Carso
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per aggiornamenti dalla valsusa
www.notav.eu
piemonte.indymedia.org


 
Val Susa. Tre No Tav feriti, uno grave. Cariche e blocchi- comunicato Arci Val di Susa PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Febbraio 2010 13:52

Martedì 16 febbraio intorno alla mezzanotte. Questa volta manca un pelo. La trivella piazzata a Coldimosso di Susa, sotto il cavalcavia che oltrepassa l’autostrada viene intercettata dai No Tav, in allerta da ore, che quasi riescono a precederla. Volano manganellate per disperdere i primi arrivati. Seguono lunghe ore di assedio, con le forze dell’ordine e gli addetti alla trivella bersagliati da palle di neve e gavettoni, mentre il tubo per l’acqua viene più volte riposizionato. La mattina successiva sul sito de “La Stampa on line” la solita sequela di falsità: le palle di neve diventano sassi, l’acqua orina.

Mercoledì 17 febbraio, ore 17. I No Tav si ritrovano al presidio dell’autoporto a Susa e decidono di fare una passeggiata sino alla trivella. A Torino intanto una cinquantina di No Tav si ritrovano alla stazione di Porta Susa per un presidio informativo. La stazione è blindata.

Il corteo partito dall’autoporto arriva alla trivella. Qualche palla di neve e la polizia carica più volte. Cariche feroci. Chi cade viene massacrato. Un ragazzo, Simone, viene più volte colpito, cade. I poliziotti infieriscono su di lui mentre è a terra. Vomita sangue, non riesce più a muovere le gambe. Ad una donna spaccano la faccia infierendo ripetutamente sul volto, una ragazza riporta numerose ferite al capo. Molti altri guadagnano lividi ed escoriazioni.

Un No Tav grida ai poliziotti di aver puntato in modo esplicito a Simone e loro gli dicono “sì, quello lo conosciamo”. Già è normale: Simone è anarchico e gli anarchici facilmente si guadagnano le attenzioni delle forze del disordine statale.

I tre feriti vengono portati all’ospedale di Susa. La donna viene operata subito, la ragazza ricucita, ma purtroppo la situazione del ragazzo ferito alla testa è più grave. Ha un’emorragia cerebrale, non sente le gambe, vomita. Viene deciso il trasferimento alle Molinette a Torino.

Il tam tam No Tav scandisce presto la notizia dei gravi pestaggi di Susa. L’appuntamento è alla rotonda di Chianocco. I No tav bloccano la statale 24, la statale 25 e l’autostrada. Sulla A32 i poliziotti vengono sommersi di urla quando arriva la notizia che sta per arrivare l’ambulanza che porta Simone alle Molinette. In breve spariscono. Una colonna di poliziotti e carabinieri viene intercettata sulla 25 e non gli viene permesso di passare: l’indignazione per quanto è accaduto è altissima. La polizia spara lacrimogeni prima di andarsene. I blocchi terminano intorno a mezzanotte e trenta.

Simone arriva alle Molinette ma nemmeno qui viene lasciato in pace. La digos entra nella sala degenze del pronto soccorso. Compagni ed amici di Simone li cacciano con energia e chiamano l’avvocato. La nuova tac effettuata mostra che le sue condizioni restano gravi ma stabili. Simone viene finalmente trasferito in reparto.

Alcuni No Tav decidono di bloccare l’uscita dei camion che portano le copie della prima edizione de “La Stampa”, facendo un picchetto all’ingresso, in via Giordano Bruno 84. Quando, un’ora dopo, arriva la celere il presidio si scioglie.

A Condove, in gennaio la polizia aveva spaccato il braccio di Maurizio, un No Tav che contestava la trivella, la scorsa settimana, sull’autostrada, qualche manganellata aveva lasciato il segno. Ma a Coldimosso la polizia si è scatenata. In queste ore di attesa e trepidazione per la sorte del compagno ferito, sappiamo meglio quello che abbiamo sempre saputo. I signori del Tav e i loro servitori in divisa non si fermano davanti a niente. Le lunghe ore di blocco in valle sono la risposta di un movimento che resiste e non si fa spaventare dalla violenza legalizzata degli uomini in divisa.


 

COMUNICATO STAMPA ARCI VALLE SUSA


In Val di Susa tornano a parlare i manganelli
ARCI esprime solidarietà totale con i feriti e con coloro
che in modo nonviolento difendono la Valle


Dichiarazione di Gabriele Moroni, presidente ARCI Valle Susa

Sono riprese la cariche della polizia in Val di Susa.
Esprimo a nome dell'ARCI Valle Susa solidarietà totale con i feriti e con coloro che in modo
nonviolento difendono la Valle.
Oggi il movimento probabilmente non è più quello che era, con amministratori, gente comune, alcuni
partiti e associazioni, ed una vera strategia unitaria. Ma la realtà non cambia, quell'opera è inutile,
uno spreco di denaro pubblico. Speriamo che il ragazzo ferito gravemente si riprenda presto.
Dopo cinque anni ci troviamo ancora a parlare di una serata di violenza. Ieri in località Coldimosso di
Susa la polizia ha caricato i No Tav. Tre persone rimangono ferite, un ragazzo è grave, con
un'emorraggia cerebrale.
E' preoccupante a seguito dei fatti leggere che persino "L'Unità" - che si fregia di essere stata
fondata da Antonio Gramsci -, riprendendo il lancio dell'agenzia Apcom, trasformi un ragazzo pestato
duramente e poi ricoverato in gravi condizioni, in un "anarco insurrezionalista, che ha accusato un
malore".
E' una giornata triste, e non solo per la Val di Susa, ma per questo Paese che sta scivolando lungo
una china pericolosa. Se chi dissente dev'essere represso con tale uso della violenza ed etichettato
come insurrezionalista, viviamo in un'Italia a democrazia limitata.
Si è perso il senso del bene comune, del valore della mediazione, il senso delle Istituzioni e dei valori
Costituzionali, dell'informazione come strumento democratico, e persino il senso delle parole “ordine
pubblico”.
Oggi è il compleanno di Fabrizio De Andrè, e forse non è un caso, se ci viene davvero di affidarci alle
sua parole, alla sua “Smisurara preghiera”:
"ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti..."

Collegno, 18 febbraio 2010

 
Squadristi del terzo millennio. I nuovi razzisti. PDF Stampa E-mail
Giovedì 18 Febbraio 2010 18:38

Incontro a cura di Arci territoriale trieste, Arccs-Arci casa dello studente, Aszzociazione promemoria e i Giovani Democratici di Trieste.

Tema: Squadristi del terzo millennio. I nuovi razzisti.

Dove e quando: mercoledi 24 febbraio alle 17:30 presso l'aula magna di traduttori e interpreti (via filzi 14).

relatore: Stefano Bartolini

Laureato in Storia contemporanea all'Università di Firenze. Autore di "Fascismo antislavo. Il tentativo di "bonifica etnica" al confine nord-orientale"(ISRPt editore, 2006), di numerosi articoli (fra cui "Fascismo e neofascismo. I nipoti del Duce fra eredità, novità, persistenze e sviluppi all'alba del nuovo secolo") sulla rivista Quaderni di Farestoria dell'Istituto storico della resistenza e dell'età contemporanea nella provincia di Pistoia, della quale è anche coordinatore di redazione. Ha curato le mostre "Il coraggio di resistere. Storie di antifascismo" ( Istituto storico della resistenza e dell'età contemporanea nella provincia di Pistoia) e "Arcipelago destra. Esplorare la marea nera" (osservatorio sulle Nuove destre). ha in corso di pubblicazione una ricerca dal titolo "Profili della violenza squadrista a Pistoia 1920-1923". é membro del consiglio direttivo dell'istitusto storico della Resistenza e dell'età contemporanea nella provincia di Pistoia, vicepresidente dell'associazione "passaggi di storia" di firenze, curatore e responsabile dell'archivio della CGIL di Pistoia dal 2009. Ha lavorato per un anno all'Istituto Gramsci Toscano. ha appena finito la mostra fotografica, "Waiting Answer", che racconta l'occupazione da parte dei lavoratori di un call center che va avanti da quest'estate. Partecipa alle attività del circolo "Ho Chi Minh" di Pistoia, spazio sociale polivalente affiliato all'Arci.

 


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