REFERENDUM COSTITUZIONALE – Arci per il NO

Campagna Arci – “I NO che aiutano a crescere”

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Manca un mese alla scadenza elettorale!!!

Ricordiamo i perché del NO!!!

NO!

perché questa riforma diminuisce la possibilità dei cittadini di dire la loro: non siamo innamorati del bicameralismo perfetto, ma non possiamo accettare di non poter eleggere i senatori che saranno nominati tra i consiglieri regionali e i sindaci non si sa come, non si sa quando. Portare da 50 mila a 150 mila il numero di firme necessario per presentare leggi di iniziativa popolare e rimandarne la discussione a sucessivi regolamenti parlamentari rischia di rendere vano un importante strumento di partecipazione dei cittadini.

NO!

perché questa riforma è nata male! Anche a noi sarebbe piaciuto migliorare la nostra Costituzione ma la riforma proposta la rende più confusa, non più efficace, diminuisce di pochissimo i costi della politica a fronte di una preoccupante diminuizione del pluralismo e del protagonismo dei cittadini. Avremmo voluto che la riforma fosse il frutto di un percorso più condiviso, meno conflittuale, più coerente con i valori della carta costituzionale nata dalla Resistenza.

NO!

perché questa riforma rischia di marginalizzare il ruolo delle opposizioni e allontanare i cittadini dal voto. L’elezione dei Presidente della Repubblica, l’elezione di un terzo dei membri del Csm,  la dichiarazione di guerra, l’approvazione della legge di amnistia e indulto rischiano di essere decise solo dal partito che vincerà le elezioni anche per colpa della legge elettorale “Italicum”. L’abnorme premio di maggioranza e i capolista bloccati, nominati dalla leadership dei partiti determinano un sistema iper-maggioritario che non ci piace.

NO!

perché questa riforma allontana i cittadini dalle politiche regionali e dalla gestione del territorio. Riportare tra le competenze esclusive dello Stato molti ambiti dei quali prima si occupavano le Regioni rischia di allontanare i cittadini dagli enti regione e dalle loro scelte. La proposta è confusa e rischia di produrre maggiori contenziosi tra Stato e Regioni rallentando gli iter normativi. Non è chiaro come funzioneranno e cosa faranno gli “enti di area vasta”, che sostituiscono di fatto le Province, le quali verranno definitivamente abolite.

Votate e votate consapevoli

Studiate, discutete

e partecipate!!!

Un bel esempio dall’Arci Lombardia…

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