Verità per Giulio Regeni

Sono trascorsi mesi dal rapimento di Giulio Regeni, il cui corpo, orrendamente seviziato, fu trovato qualche giorno dopo.

Il nostro governo non ha messo in atto sufficienti azioni di pressione sulle autorità egiziane, pur avendone le possibilità, per scoprire come sono andate veramente le cose.
Le iniziali dichiarazioni del ministro Gentiloni sul fatto che non ci si sarebbe accontentati di verità di comodo, sono per ora rimaste senza seguito.
Intanto giungono sempre più chiare testimonianze sul carattere violentemente repressivo e poliziesco del regime di Al Sisi, che pratica verso gli oppositori gli stessi metodi tragicamente noti delle dittature militari, come quelle sudamericane, che speravamo appartenessero ad un passato lontano.

Ma le recenti scelte del nostro governo in materia di politica estera e militare dimostrano che il paese dei faraoni resta un alleato fondamentale, così come  gli accordi economici  legati allo sfruttamento da parte di Eni del gas egiziano procedono a vele spiegate. Nelle scorse settimane l’Egitto ha dato il via libera definitivo a Eni per lo sviluppo di Zohr XI, il più grande giacimento di gas mai scoperto.

Il governo deve scegliere: o vuole la verità su Giulio, oppure privilegia gli affari con la criminale dittatura militare egiziana. Gli affari sono affari non è un principio scritto nella nostra Costituzione. Non può quindi e non deve diventare la guida nella nostra politica estera. I diritti umani sono indivisibili e non c’è logica economica o geopolitica che li possa subordinare.

Per queste ragioni, con ancora più forza,  l’Arci torna a chiedere verità sul barbaro assassinio di Giulio.

Chiede inoltre  che l’Italia si muova in tutte le sedi internazionali, dalla Ue all’Onu, affinché si imponga al regime egiziano la fine delle violenze, degli assassini, delle sparizioni degli oppositori e il ristabilimento dei principi e delle condizioni essenziali per uno stato di diritto.

 

La famiglia di Giulio, viste le numerose richieste da parte di amici e persone solidali con il loro dolore e la loro irrefrenabile ricerca di verità, ha attivato un conto corrente presso Banca Etica, sul quale si potranno effettuare donazioni volte a coprire le spese legali (viaggi per portare avanti le indagini, perizie, copie, traduzioni) e le spese per i viaggi e l’organizzazione di eventi finalizzati alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Le donazioni raccolte verranno inoltre utilizzate per finalità benefiche in nome del messaggio di pace di Giulio.

Ecco le coordinate per contribuire:
INTESTAZIONE: DEFFENDI PAOLA REGENI CLAUDIO
IBAN: IT 28 C 05018 02200 000000227063
PRESSO: BANCA ETICA – FILIALE DI TRIESTE

Verità per Giulio Regeni

Perché la morte di Giulio non venga catalogata tra le tante “inchieste in corso” che non arrivano mai ad accertare una verità, Amnesty International Italia, realtà socia e cliente di Banca Etica, ha lanciato una campagna per non permettere che l’omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato.
Singole persone, enti locali, organizzazioni e Università sono invitate ad aderire, stampando uno striscione giallo con la scritta “Verità per Giulio Regeni”, fotografandosi con lo striscione e diffondendo la foto sui social media.

Per aderire alla campagna di Amnesty e scaricare tutti i materiali vai su:

http://www.amnesty.it/egitto-Verita-per-Giulio-Regeni

N.B. la raccolta fondi della famiglia Regeni citata all’inizio di questo post non è in alcun modo collegata ad Amnesty International Italia.

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