Corteo No Tav

All’interno della giornata nazionale di mobilitazione del 22 febbraio indetta dal movimento NOTAV della valsusa contro le grandi opere e la repressione a trieste ci sarà un
Corteo con ritrovo alle 16 in p.hortis.

Di seguito l’appello e in allegato il volantino.
Vi chiediamo caldamente di diffondere e partecipare!TERRORISTA E’ CHI DEVASTA I TERRITORI NON CHI LI DIFENDE

Il Tav si costruisce sulle nostre spalle
Mentre tagliano su pensioni, sanità, conquiste sociali e istruzione, tutti i governi che si succedono continuano a spendere miliardi di risorse pubbliche per il Tav. Dicono che si tratta di un’opera nell’interesse di tutti, ma chi ci sta guadagnando sopra sono pochi grandi gruppi capitalistici. Dicono che è un’opera necessaria per l’aumento dei traffici, ma le ferrovie italiane esistenti, al momento, sono nettamente sottoutilizzate. Dicono che così potremmo spostarci tutti di più, ma intanto i costi dei treni aumentano a dismisura e le tratte per i pendolari vengono tagliate. Dicono che la ricchezza deriva dallo spostare merci da un capo all’altro dell’Europa, ma i migliaia di licenziamenti dovuti alle delocalizzazioni di fabbriche dove la manodopera è più sfruttabile, dimostrano che questa ricchezza è la loro ricchezza, mentre per noi significa salari da fame e ricattabilità sui posti di lavoro. Il Tav ci costruisce sulle spalle di lavoratori, pensionati, studenti e precari
La Valsusa lotta anche per tutti noi
Ma soprattutto il Tav dove arriva semina devastazione ambientale, territoriale e sociale. Dopo il disastro del Mugello, in Toscana, con un intero territorio irrimediabilmente compromesso, la Valsusa ha detto no e da più di vent’anni resiste a quest’opera che industriali, banchieri, speculatori , il loro stato e i loro governi vogliono imporre con la violenza. La Valsusa resiste, con ogni mezzo necessario, per tutti noi: perché non vuole che le nostre vite e la terra sia alla mercè dei devastatori.
La repressione contro la lotta in Valsusa è anche contro di noi
Il 9 dicembre a Torino 3 compagni e una compagna del movimento contro il Tav sono stati arrestati con l’accusa di terrorismo. Ora sono incarcerati in condizioni molto dure, in regime di alta sorveglianza: si è arrivati persino alla negazione dei colloqui. Ciò che viene loro concretamente imputato è un’azione di sabotaggio al cantiere del Tav in Valsusa, che ha comportato il danneggiamento delle strutture.
Questo attacco repressivo è contro tutti noi perchè apre le porte a definire “terrorismo” tutte le azioni di lotta che possono scaturire e si sono sempre determinate nelle mobilitazioni popolari. La stessa formulazione dei capi d’accusa sulla base degli art. 280 e 270 C.P. sexies, che danno una definizione larghissima di “terrorismo”, si presta a far rientrare in tale nozione tutte le pratiche di opposizione concreta a ciò che i potenti di turno ci vogliono imporre. Oggi un sabotaggio diviene terrorismo, domani lo sarà uno sciopero, un picchetto, un’occupazione…
Ci stanno facendo pagare la crisi del loro sistema e vogliono renderci impraticabile la ribellione. Ecco perchè attaccano ferocemente la lotta No Tav: siccome essa è un esempio di resistenza popolare deve essere piegata e la sua repressione deve essere monito e campo di applicazione delle nuove frontiere dell’annientamento di chi osa ribellarsi.
LA VALSUSA INSEGNA RIBELLARSI E’ GIUSTO, RIBELLARSI E’ NECESSARIO!
SOLIDARIETA’ E LIBERTA’ AI NO TAV ARRESTATI!

NOTAV TRIESTE INQUISITI E SOLIDALI

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